Abstract
Questa lezione esamina l'impatto dell'intelligenza artificiale (IA) sul lavoro e sulle imprese dal punto di vista della storia economica dei grandi sistemi tecnici. Parte da un paradosso. Le organizzazioni hanno buone ragioni per essere prudenti: secondo la RAND Corporation oltre l'80% dei progetti di IA fallisce, e la rapidità dei progressi tecnologici rende presto superati gli investimenti. Le persone, invece, non possono permettersi di aspettare, perché le competenze richieste dai datori di lavoro stanno già cambiando.
La storia offre tre chiavi di lettura: le ferrovie italiane dell'Ottocento, i cui benefici arrivarono con decenni di ritardo per carenze istituzionali; l'elettrificazione delle fabbriche americane, che divenne produttiva solo quando l'organizzazione fu ridisegnata; e il concetto di "saliente rovesciato" di Thomas P. Hughes. I dati del World Economic Forum, di Eurostat, dell'Istat e del Politecnico di Milano mostrano che in Italia l'uso dell'IA è raddoppiato in un anno. Resta però sotto la media europea, è poco strutturato e il divario tra grandi e piccole imprese è in crescita. Il principale ostacolo all'adozione non è la tecnologia, ma la mancanza di competenze adeguate.
La lezione confronta il modello della sostituzione con quello del potenziamento e discute la "frontiera tecnologica frastagliata" e il passaggio agli agenti di IA. Propone inoltre un metodo per valutare gli investimenti basato su due filtri e tre lenti (efficienza, crescita e valore strategico). Conclude che oggi il saliente rovesciato dell'IA sono le competenze e l'organizzazione. Per gli studenti questo vuoto è un'occasione: unire una solida competenza disciplinare alla capacità di usare, verificare e governare l'IA.
Executive summary in 15 punti
Il paradosso centrale. Le organizzazioni possono permettersi di aspettare sull'infrastruttura. Nessuno può permettersi di aspettare sulle competenze.
La lezione delle ferrovie. Nell'Ottocento le ferrovie italiane contribuirono poco all'unificazione economica, e i loro benefici arrivarono soprattutto nel Novecento. Il limite non era tecnico ma istituzionale.






